WINDHOEK

Windhoek è la capitale della Namibia, e sorge ad un’altezza di 1720 metri , su uno splendido altopiano circondato dalle Eros Mountains a nord est, Auas Mountains a sud est e le Hocland ad ovest.

Questa è ovviamente la maggiore città del paese, dove vivono all’incirca 250.000 persone che rappresentano perfettamente il meraviglioso mosaico etnico della Namibia. La città è spesso considerata semplicemente un punto di partenza, mentre invece trascorrere un giorno nella capitale, può essere estremamente gradevole e rilassante, soprattutto dopo un lungo viaggio in aereo.

L’architettura della città è davvero interessante e pittoresca, il clima estremamente gradevole e per chi ama la buona cucina, non guasta sapere che i ristoranti della città sono eccellenti e degni di nota.

  • CHRISTUSKIRCHE: la piccola e deliziosa chiesa luterana tedesca sorge all’incrocio tra la Fidel Castro e la Robert Mugabe ed uno dei punti di riferimento più facilmente riconoscibili della città. La chiesa sorge in un’isola pedonale e di tratta di un edificio dallo stile particolare interamente costruito con pietra di arenaria.

  • STATE HOUSE: nei pressi della chiesa, si trova appunto la State House che è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. L’edificio venne costruito nel 1959 sopra quello precedentemente esistente che in passato era utilizzata dai rappresentanti dell’amministrazione sudafricana.

  • ALTE FESTE: significa letteralmente “Vecchio Forte”, e si trova a sud della Christuskirche. Venne costruito nel 1892 e venne utilizzato dai tedeschi come quartier generale delle famose Schutztruppe. Oggi è invece la sede del museo Nazionale della Namibia.

  • TINTENPALAST: questo palazzo è l’attuale sede del Parlamento. Il suo nome significa “palazzo dell’inchiostro” proprio facendo riferimento alla grande quantità di inchiostro necessaria ed utilizzata per il funzionamento della complessa burocrazia coloniale. Proprio di fronte è visibile una stata di bronzo raffigurante Hosea Kutako, celeberrimo capo Herero, noto per la sua opposizione al dominio sudafricano. Questo rappresenta il primo monumento realizzato dopo l’indipendenza.

  • NATIONAL ART GALLERY: si tratta di una vera e propria galleria d’arte che ospita una deliziosa collezione di svariate opere che sottolineano e valorizzano il patrimonio storico culturale della Namibia.

  • OWELA MUSEUM (Museo di Stato) & NATIONAL THEATRE OF NAMIBIA: il museo Nazionale si trova nel palazzo Alte Feste, mentre la seconda ala, che dista circa 600 metri dall’edificio principale, è appunto conosciuta come Owela. Proprio accanto si trova il National Theatre of Namibia che venne costruito nel 1960 e rappresenta la sede del principale centro culturale della città.

  • TRAIN STATION & TRAINS-NAMIB TRANSPORT MUSEUM: in questo caso bisogna recarsi alla stazione ferroviaria della città che é un meraviglioso edificio costruito nello stile chiamato « olandese del capo » . E’ possibile osservare la Poor Old Joe che è una locomotiva a vapore tedesca, spedita via mare nella città di Windhoek nel 1899.

  • ST.GEORGE’S CATHEDRAL: la vista di questo edificio non può che lasciare stupiti, eretta nel 1924, detiene il record della più piccola cattedrale dell’intera Africa australe.

  • ZOO PARK: costituisce un piccolo polmone verde proprio nel centro della città, che una volta ospitava appunto lo zoo . Nel parco sorge una colonna che commemora la caccia all’elefante, presumibilmente avvenuta in quest’area nell’era della pietra. Nel 1962 vennero rinvenuti i resti di due pachidermi con annessi utensili per macellarli, che sono ora conservati nel museo Nazionale.

  • OLD LOCATION: era la zona del sobborgo “nero” ai margini della Windhoek “bianca”, e sorge in Hocland Road. L’intero quartiere venne tristemente demolito alla fine degli anni ’50, dal partito nazionalista sudafricano durante il rafforzamento dell’apartheid. Durante gli scontri intercorsi, la polizia uccise dei civili che riposano presso il vecchio cimitero di Hocland.

  • KATATURA: in seguito al tragico e triste episodio di Old Location, la gente di colore venne forzatamente trasferita in una zona che si trova oggi a nord ovest di Windhoek, e che prende il nome di Katatura, da loro così denominata, e significa “ posto in cui non vogliamo vivere”. Questo è un quartiere ed una zona in continua espansione, con delle difficoltà oggettive, però non mancano iniziative interessanti come il Penduka Project oppure il Greenwell Recycling Innovetion Project.


NAMIBIA CENTRO SETTENTRIONALE

In questa parte della Namibia, l’attrazione principale è costituita da una delle più importanti riserve naturali del mondo: l’Etosha National Park. Non bisogna dimenticare che però, è anche una zona nota come terra di ranch e di miniere.

Gli scavi iniziarono nei primi del Novecento, in particolar modo nella zona di Tsumeb, ed oggi la regione comprende due grandi distretti minerari. La pastorizia invece ha origini ben più antiche, come si può immaginare, ed era praticata principalmente dagli Herero. La regione ospita numerosi ranch noti per l’allevamento di bestiame.

Straordinari sono i paesaggi che si possono ammirare attraversandola: il Waterberg Plateau Park, e le Erongo Mountains, che formano un naturale e speciale quadro naturale che si può osservare semplicemente guidando da una località all’altra.

  • ETOSHA NATIONAL PARK: letteralmente significa “ grande luogo bianco ”, nome legato alla grande depressione bianco verdastra chiamata Etosha Pan. Il paesaggio del parco in realtà è molto vario ed è costituito da zone di fitta foresta, savana, pianure sconfinate dai colori mozzafiato, ed il famoso grande deserto salino nominato inizialmente. Il Pan è realmente una depressione di circa 5000 kmq , uno sconfinato pianoro, piatto e totalmente bianco, che però per un breve periodo dell’anno, viene trasformata dalle piogge in una particolare laguna dalle acque basse, che viene popolata da fenicotteri e pellicani…insomma un incredibile regalo della natura.

  • WATERBERG PLATEAU PARK: circa a 250 km a nord della capitale, sorge quest’altopiano che si estende per una lunghezza di 50 km offrendo una meravigliosa sagoma di arenaria rossa. Un’area di questo altopiano divenne parco nazionale nel 1972 con l’intento di salvaguardare alcune specie minacciate, come le antilopi nere, quelle roane ed i rinoceronti bianchi.

  • GROSS BARMEN RECRATION RESORT: il nome Herero di questo luogo significa letteralmente “ debole fonte nelle rocce”. Questo luogo è realmente un centro termale.


NAMIBIA SETTENTRIONALE

Questa parte del paese, è comunemente nota come la “Terra dei Fiumi”, ed anche i suoi confini avvalorano questo nome: è delimitata infatti dal Kunene River e dall’Okavango River lungo il confine con l’Angola, mentre ad est, la regione è letteralmente “custodita” dai sistemi fluviali dello Zambezi, Kwando, Linyanti e Chobe.

La regione è davvero molto interessante dal punto di vista culturale, ospita numerosi gruppi etnici, ed è anche quella più densamente popolata. Il Caprivi Streep, una striscia di terra ancora poco turistica, ma davvero estremamente piacevole e diversa dal resto del paese, con i suoi fiumi che scandiscono il lento ma inesorabile ritmo della vita stessa che si è adattata a ciò che la Madre Terra ha offerto in questo luogo.

Numerose sono le cascate, e le piccole riserve che mostrano particolari scenari, a dir poco indimenticabili.

  • Bwabwata National Park: potremmo descriverla come una grande area protetta, di recente istituzione che mira a riabilitare la fauna locale quasi interamente distrutta in passato dal bracconaggio. La zona protetta è situata a 200 km circa a est di Rundu sulla B8 (Trans-Caprivi-Highway, che attraversa tutta la lunghezza del parco (180 km) fino al fiume Kwando.

  • MAHANGO GAME RESERVE: questo è uno dei piccoli parchi ospitati dal Caprivi, ed occupa un’ampia pianura alluvionale a nord del confine con il Botswana e ad ovest del fiume Okavango. E’ interessante ed opportuno visitare queste aree soltanto nella stagione secca, in quanto la continua presenza di acqua, attira branchi di elefanti ed altri animali assetati.

  • POPA FALLS: queste sono piccole cascate, nei pressi del Mahango, che offrono buone possibilità per gli amanti del birdwatching.

  • MPALILA ISLAND: non di rado chiamata Impalila è una propaggine della Namibia in quello che viene chiamato “ incrocio dei quattro angoli”, ovvero dove i confini nazionali, incontrano quelli dello Zimbabwe, Zambia e Botswana. L’isola infatti arriva a toccare il punto in cui il fiume Zambezi è comune a tutti e quattro i paesi. Lo spettacolo che quest’isola offre è realmente incantevole.

  • MUDUMO & MAMILI NATIONAL PARKS: sono due piccoli parchi situati nell’estremo est della regione del Caprivi, proprio a ridosso del fiume Kwando. Questi due parchi sono considerati paradisi per gli amanti dell’avifauna, ma comunque popolati da elefanti, bufali, ippopotami, zebre e soprattutto coccodrilli.

  • KHAUDOM GAME RESERVE: questo parco è tra i meno conosciuti del paese, nella regione del Bushmanland, in un territorio molto lontano ed isolato, proprio per questo la visita è raccomandata solamente a viaggiatori estremamente esperti, e per altro vi si può accedere soltanto con almeno due veicoli a trazione integrale, a causa dei lunghi e difficoltosi tratti sabbiosi. Il paesaggio è indubbiamente spettacolare, in quanto la sabbia si alterna ad aree boschive di acacie ed isolati baobab. Numerose le specie animali. Ma a differenza degli altri parchi, non adatto a tutti !


NAMIBIA NORD OCCIDENTALE

Questa regione, ha davvero un’infinità di piccoli tesori da offrire ai suoi visitatori. Chi non ha mai immaginato la misteriosa Skeleton Coast, costantemente battuta dal vento, spiagge nebbiose, relitti nascosti e dune che arrivano a morire o a ricominciare a vivere proprio a contatto con l’Oceano.

Spostandosi verso l’entroterra, le nebbie si dissolvono e lasciano spazio al meraviglioso Damaraland, con foreste pietrificate, pitture ed incisioni rupestri.

Per terminare decisamente, quasi al confine con l’Angola, con il Kaokoveld, o Kaokoland, terra degli uomini rossi, gli Himba. Questa zona, è realmente una delle ultime distese selvagge dell’Africa meridionale, che nonostante le condizioni estreme offre emozioni ineguagliabili.

  • SPITZKOPPE: questa montagna è un antico vulcano spento che misura 1728 metri e rappresenta uno degli elementi geografici più facilmente riconoscibili sul suolo Namibiano, in quanto si eleva al di sopra delle polverose pianure del Damaraland, proprio come un miraggio. Di fianco a questa montagna si innalzano i “pondok”, un labirinto roccioso composto da enormi cupole di granito.

  • BRANDBERG: il “konigstein” è il picco più elevato di questa montagna e misura 2573 metri. Il nome Brandberg significa “montagna di fuoco”, nome attribuitole per l’effetto creato dal sole che tramonta sul versante occidentale, conferendo al granito un colore di fuoco. La montagna è nota in particolare per i suoi petroglifi (galleria della “Gola del Leopardo” ed il celeberrimo dipinto “White Lady”).

  • PETRIFIED FOREST: questa è una zona di praterie aperte, dove si possono osservare numerosi tronchi di alberi fossilizzati, molto ben conservati, ed anche di notevoli dimensioni, tali da far definire la zona una vera e propria foresta. Le stime parlano di alberi che hanno un’età di circa 260 milioni di anni.

  • TWYFELFONTEIN E INCISIONI RUPESTRI: queste incisioni rupestri, dovrebbero, secondo le stime, risalire ad un periodo anteriore a 6000 anni fa e sono probabilmente frutto del paziente lavoro di cacciatori boscimani ( “San” ), che scavarono con minuzia la dura patina posta sopra l’arenaria.

  • BURNT MOUNTAIN E ORGAN PIPES: la montagna bruciata a dire il vero offre un panorama di totale desolazione, una vera e propria distesa di scorie vulcaniche, che pare però aver avuto origine milioni di anni fa, ed é il frutto di una reazione chimica prodotta dall’incontro tra l’incandescente magma vulcanico e la terra argillosa. Le Organ Pipes, poco lontane, sono state datate 150 milioni di anni: si tratta di un enorme monolite di basalto sgretolato e modellato nel corso dei millenni, fino a formare questa curiosità geologica che ricorda per l’appunto le canne d’organo.

  • EPUPA FALLS: siamo nell’estremo nord del paese, ad Epupa, termine che in lingua Herero significa “acque che cadono”. Proprio qui infatti, il fiume Kunene si getta in una sere di canali paralleli compiendo un salto complessivo di circa 60 metri. Splendido il panorama che le cascate offrono. Da qui numerose le escursioni per visitare i villaggi Himba.

  • CAPE CROSS: luogo noto, in quanto rappresenta la zona individuata da una cospicua colonia di otarie per l’accoppiamento. Infatti esiste la Cape Cross Seal Reserve, da dove è possibile osservare le otarie che beneficiano delle ricche concentrazioni di pesci nella fredda corrente del Benguela.


NAMIBIA CENTRALE

Quando si parla di questa regione, è inevitabile associarla all’arido ma mozzafiato paesaggio del Namib Desert. E’ impossibile resistere al fascino che le maestose dune di sabbia esercitano.

Di notevole interesse, e molto più che piacevoli le cittadine di Walvis Bay e Swakopmund, che offrono un’infinità di escursioni.

  • SWAKOPMUND: è davvero una graziosa cittadina che si affaccia sull’Oceano Atlantico, e contornata dalle dune del deserto del Namib che aiutano a creare un quadro decisamente originale e suggestivo. Numerose le attività che si possono scegliere di fare, oppure dedicarsi con tranquillità alla visita della cittadina oppure a fare del “sano” shopping.

  • WELWITSCHIA DRIVE e MOON LANDSCAPE: da Swakopmund è possibile richiedere agli uffici della NWR il permesso per poter effettuare questa escursione per vedere le insolite ed autoctone piante che crescono nel Namib Desert. Il paesaggio circostante è davvero molto piacevole ed interessante.

  • WALVIS BAY: altra cittadina deliziosa che sorge a circa 30 km da Swakopmund, che vanta uno splendido porto naturale delimitato dal Pelican Point, che con una lingua di terra ripara la città dall’impeto dell’oceano. La zona è famosa per le saline e per i fenicotteri rosa che si radunano in grandi stormi. Degna di nota è l’escursione (assistita e guidata) che si può fare a Sandwich Harbour che è una meravigliosa laguna popolata da migliaia di uccelli. Si percorrono le dune che arrivano fino all’oceano. Panorami da sogno.

  • SESRIEM E SOSSUVLEI: questa rappresenta probabilmente l’attrazione turistica più apprezzata e conosciuta della Namibia, pur rimanendo sempre un luogo calmo e poco affollato. Sossusvlei si trova esattamente all’interno del parco, e proprio qui si trovano le dune più alte del mondo che arrivano a superare anche i 300 mt di altezza.

  • DEAD VLEI: sempre nel parco , è possibile osservare questa particolare “spianata” tra le imponenti dune di sabbia, che si presenta bianca ed arida con delle acacie completamente annerite dal tempo che pare abbiano più di 500 anni. SESRIEM CANYON: questo canyon è stato scavato nei secoli dalle acque del fiume Tsauchab, è lungo circa 1 km e profondo 30 metri.


NAMIBIA MERIDIONALE

La Namibia meridionale, occupa un territorio molto vasto che arriva fino al confine con il Sud Africa.

Questa è la più ricca tra tutte le regioni: vi si trovano ranch per l’allevamento di diversi animali, senza considerare il sud vero e proprio che vanta una lunga e tormentata storia a causa delle miniere per l’estrazione di diamanti.

Oltre alle sconfinate pianure, nell’estremo sud, il paesaggio prende forma con il massiccio del Fish River Canyon, considerato tra i più vasti al mondo.

  • FISH RIVER CANYON: creato dal fiume Fish nel corso dei millenni, è solo secondo al Gran Canyon in Colorado per estensione. Questo spettacolo della natura misura circa 160 km di lunghezza ed in alcuni punti raggiunge la larghezza di 27 km. Il fiume Fish, che scorre regolarmente solo in alcuni periodi dell’anno, nasce dal massiccio del Naukluft ed è il corso d’acqua più lungo della Namibia.

  • LUDERITZ: è decisamente una cittadina surreale. Ricorda in tutto e per tutto un piccolo paese bavarese e ne rispecchia le regole e lo stile architettonico. I dintorni della città sono estremamente interessanti, in modo particolare la visita della penisola.

  • HALIFAX ISLAND: su questa piccola isoletta, o anche semplicemente con un buon binocolo da Diaz Point, è possibile osservarla e notare la simpatica colonia di pinguini che la popola.

  • KOLMANSKOP: intorno al 1908 proprio qui un impiegato delle ferrovie trovò una strana pietra luccicante mentre effettuava la manutenzione ai binari, e quando si scoprì che era un magnifico e purissimo diamante, si scatenò la frenetica corsa alla ricerca della fortuna. La città divenne e visse per anni un particolare splendore, fino a quando il filone non si esaurì e gli abitanti abbandonarono la città.

  • DUWISEB CASTLE: questo castello venne fatto costruire nel 1907 da un facoltoso tedesco. Le pietre usate per la costruzione provengono dal territorio namibiano, mentre molti altri materiali vennero fatti arrivare via mare a Luderitz, e trasportati per centinaia di chilometri su dei carri nell’impervio e difficoltoso deserto.