DELTA DELL’OKAVANGO

In un vasto territorio come quello del Botswana, che è quasi completamente avvolto dall’abbraccio delle sabbie del Kalahari, esiste un miracolo della natura, proprio nell’angolo nord – occidentale del Paese, un prodigio ambientale prende forma e stupisce in tutta la sua grandezza: l’Okavango River, anche detto il “il fiume che non riesce a trovare il mare”, che nasce in Angola, attraversa il Caprivi in Namibia arriva in Botswana e nei pressi della città di Shakawe, le acque di questo misterioso fiume cominciano a ramificarsi, dissolvendosi magicamente ed incredibilmente in un labirinto di lagune, di canali e di isole.

Il Delta dell’Okavango occupa una superficie di circa 16000 km2 , e proprio qui, in questa landa acquitrinosa, caratterizzata da corsi d’acqua poco profonda, corrente estremamente debole, sponde e rive gremite di papiri e canne e stagni ricoperti di ninfee che una moltitudine di animali tra cui elefanti, bufali, gnu, antilopi, giraffe, ippopotami, coccodrilli ed una miriade di altre specie hanno trovato il loro habitat.

Si tratta di un vero e proprio “Eden”, ancora selvaggio ed incontaminato, che esercita un fascino senza uguali, offrendo uno spettacolo letteralmente unico al mondo.

MOREMI

Si tratta di una riserva destinata ufficialmente dal 1963 alla tutela della fauna, che prende il nome dal capo Batawana Moremi III. La riserva si trova nella zona nord orientale del Delta e ne ricopre una superficie pari circa al 30%.; è caratterizzata da due ambienti molto diversi tra loro, che alterna paludi vaste e sconfinate isole costituite da terreni aridi che affiorano tra distese erbose.

La più grande di queste “isole” è chiamata Chief Island, raggiungibile esclusivamente con delle tipiche imbarcazioni chiamate mokoro. Sul lato orientale, invece, si trova la Moremi Tongue, più frequentata perché percorribile ed accessibile con veicoli fuoristrada. Moremi è un’immensa e meravigliosa oasi, in cui la varietà di animali raggiunge la più alta densità dell’interno del paese.

Non ci sono parole adeguate per descrivere tanta meraviglia e varietà.


CHOBE NATIONAL PARK

Il parco nazionale del Chobe è il terzo più grande parco del Botswana, con i suoi 11000 kmq circa, si affaccia sul fiume omonimo e vanta la più numerosa popolazione di elefanti presenti nel Paese. Il parco è sostanzialmente suddiviso in quattro specifiche zone, tutte caratterizzate da un proprio ecosistema.

  • Chobe River Front: si estende lungo il corso del fiume Chobe, ed offre incontri emozionanti quasi garantiti con i branchi più numerosi di elefanti del continente. Nella zona se ne contano infatti a migliaia, e vedere un branco di pachidermi attraversare il fiume o svolgere i propri rituali è un’emozione forte e terrificante allo stesso tempo, ci si accorge di quanto siano enormi, ma nel contempo dolci. Sensazioni e percezioni tutte in contrasto tra loro, ed è questo che rende l’esperienza impareggiabile. La zona ospita praticamente quasi tutte le specie di mammiferi presenti sul territorio dell’Africa del sud, nonché di specie autoctone come le antilopi tipiche del Chobe.
  • Nogatsaa / Tchinga: in questa zona non esistono pozze d’acqua perenni, ed è un territorio piuttosto ostile rispetto al precedente. Il suolo argilloso di questa specifica regione viene anche chiamato “black cotton” e spesso non lascia scampo neppure ai più robusti fuoristrada con esperti guidatori, che si impantanano rovinosamente. La presenza di animali nella zona, è meno massiccia rispetto alla precedente, ma si possono comunque avvistare branchi di elefanti, bufali, antilopi e orici.
  • Savuti: qui si torna a sognare ad occhi aperti, con colori e paesaggi tipicamente e meravigliosamente africani, con un territorio che appare brullo e desolato. Per alcuni animali questa regione è un po’ come una “trappola’’, infatti Savuti non presenta fonti di acqua perenni, e gli animali sono attratti nella zona dall’abbondanza dell’acqua lasciata dalla stagione delle piogge, ma trovandosi in seguito ad affrontare condizioni estreme di siccità. Gli animali più sani e forti, sono in grado di affrontare il viaggio verso i bacini fluviali del Chobe, mentre quelli più deboli, si affollano intorno alle poche pozze d’acqua rimaste, dove divengono facile bersaglio di alcuni predatori. La legge della natura è sempre incontrastata. La regione è eccezionale, ospita, soprattutto nel periodo delle piogge, leoni ed elefanti che ne sono i padroni incontrastati, ma sono presenti anche licaoni, iene, bufali, zebre, impala e gnu…. Questa è una zona meravigliosa che riserva sorprese infinite.
  • Linyanti: il nome deriva dall’omonimo fiume che si allarga in una pianura alluvionale dell’angolo nord – occidentale del Chobe. La straordinaria bellezza di questa zona è dovuta al suo isolamento, che la rende unica e speciale. Massiccia e costante è comunque la presenza di elefanti, leoni, licaoni, ghepardi e leopardi.

MAKGADIKGADI PANS GAME RESERVE

Un parco che prende forma grazie al fiume Boteti e che si estende per circa 4000 kmq. Questo fiume, riesce a scorrere esclusivamente nel periodo delle piogge, ma nonostante questo, anche nella stagione secca gli animali si radunano lungo il suo corso, che in realtà è formato soltanto da una serie di pozze poco profonde, che rappresentano però l’unica risorsa permanente d’acqua della riserva.

Questa zona regala in alcuni periodi dell’anno, esattamente tra maggio ad ottobre (ammesso che le precipitazioni siano state di medio-bassa intensità), uno spettacolo senza eguali: la migrazione di zebre e gnu del Sudafrica.


NXAI PAN NATIONAL PARK

Il parco è interessante per alcune ragioni specifiche. La prima si può osservare meglio nella stagione delle piogge, quando dal sud, predatori affamati spingono in questa zona branchi di animali. Nella parte meridionale del parco, invece è possibile osservare un miracolo inspiegabile della natura, ovvero i celeberrimi Baine’s Baobas: queste piante vennero dipinte appunto da Thomas Baines intorno al 1862.

La cosa straordinaria è che confrontando il paesaggio attuale con quello dei dipinti di Baines, nulla è cambiato, ciò significa che dopo quasi 150 anni, questi alberi eccezionali sono ancora lì, come una volta testimoni silenziosi del passare del tempo che sembra non intaccarli.


CENTRAL KALAHARI GAME RESERVE

Il deserto del Kalahari, un’immensa e continua distesa di sabbia, che si contrappone con forza alle acque del Delta, e la parte più aspra e selvaggia del Kalahari è occupata oggi proprio da una riversa.

Nonostante la mancanza d’acqua e le sabbie ostili, il deserto pullula di vita che si è adattata nel corso dei secoli a queste condizioni estreme ed inospitali, e non parliamo solo di vita animale, ma anche l’uomo è riuscito in questa impresa, proprio come i boscimani san che ancora abitano questa ostile zona. Un luogo emozionante e sconvolgente.